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admin Settembre 29, 2026 0 Comments

CONSIGLIO GENERALE FAI CISL EMILIA-ROMAGNA: TERRITORI, CONTRATTAZIONE E PARTECIPAZIONE PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

Oggi 29 settembre si è svolto il Consiglio Generale della FAI CISL Emilia-Romagna, alla presenza del Reggente della FAI CISL nazionale Antonio Castellucci, del Segretario Generale CISL Emilia-Romagna Filippo Pieri, del Segretario Generale CISL Area Metropolitana Bolognese Enrico Bassani, del Presidente di Terra Viva Emilia-Romagna Giovanni Gobetti e del Direttore regionale INAS Davide Parmeggiani.

Ha aperto i lavori il Segretario Generale della FAI CISL Emilia-Romagna Daniele Saporetti, che nella sua relazione ha tracciato un quadro delle principali sfide che attendono la Federazione e l’intero sistema agroalimentare regionale.
Un settore strategico per l’Emilia-Romagna, capace di generare valore, occupazione ed esportazioni, ma nel quale alla crescita economica e alla qualità delle produzioni devono corrispondere sempre di più qualità del lavoro, salari adeguati, sicurezza, diritti e rappresentanza.

Saporetti ha approfondito, tra gli altri, i temi della contrattazione nazionale e territoriale, della campagna delle disoccupazioni agricole e del rapporto con INAS, della formazione degli operatori e dei delegati, della bilateralità e della previdenza complementare, del contrasto al caporalato e allo sfruttamento, dell’integrazione dei lavoratori stranieri, del rapporto con Terra Viva e della necessità di rafforzare il ruolo dei territori all’interno della Federazione.

Particolare attenzione anche al Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale dell’Emilia-Romagna e alla proposta della CISL di un nuovo Patto sociale fondato su crescita, lavoro, welfare e partecipazione.ù

FAI Emilia Centrale, Donnarumma: il territorio è il luogo nel quale l’organizzazione diventa reale attraverso contrattazione, partecipazione e rappresentanza.


Nel dibattito è intervenuto il Segretario Generale della FAI CISL Emilia Centrale, Daniele Donnarumma, portando l’esperienza maturata nei territori di Modena e Reggio Emilia e avanzando alcune proposte per il futuro della Federazione. «Dobbiamo chiederci quale FAI vogliamo essere nei prossimi anni. Non possiamo limitarci ad accompagnare il cambiamento: dobbiamo provare a governarlo attraverso contrattazione, partecipazione e rappresentanza».


Donnarumma ha richiamato le esperienze realizzate sul territorio attraverso i percorsi di internalizzazione negli appalti, il rafforzamento della presenza e delle RSU nelle aziende, la contrattazione aziendale, l’Accademia delle Carni, i corsi di lingua italiana rivolti ai lavoratori stranieri e l’esperienza dell’Agriday di Vignola come strumento concreto di incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro.


Al centro dell’intervento anche le nuove sfide poste da intelligenza artificiale, automazione e digitalizzazione, che dovranno diventare sempre più materia di contrattazione e partecipazione dei lavoratori, insieme alla formazione delle nuove competenze necessarie all’agroalimentare del futuro.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al lavoro migrante, ormai componente strutturale dell’agricoltura e dell’industria alimentare del nostro territorio, e alla necessità di costruire strumenti nuovi di integrazione, comunicazione e rappresentanza. «Il territorio non è la periferia dell’organizzazione: è il luogo nel quale l’organizzazione diventa reale. È nelle aziende, nelle assemblee e nel rapporto quotidiano con lavoratrici e lavoratori che si costruiscono fiducia, rappresentanza e partecipazione».

La proposta di FAI CISL Emilia Centrale: un Patto Territoriale per il lavoro agroalimentare del futuro


Da Emilia Centrale è arrivata infine la proposta di lavorare alla costruzione di un Patto territoriale per il lavoro agroalimentare del futuro, capace di coinvolgere istituzioni, imprese, associazioni agricole, sindacati, università, scuola e formazione professionale sui temi delle competenze, della legalità, dell’integrazione, della sicurezza, dell’innovazione e della buona occupazione. Una sfida che parte da un principio semplice: alla qualità delle nostre eccellenze agroalimentari deve corrispondere sempre di più la qualità del lavoro.

L’Emilia-Romagna è la Food Valley italiana. La nostra sfida è contribuire a renderla sempre più anche una terra della buona occupazione, dei diritti, della partecipazione e della qualità del lavoro.