BLITZ contro il caporalato a Modena: Smantellata rete di sfruttamento, FAI CISL valorizza la Rete Del Lavoro Agricolo di Qualità “servono più controlli sul territorio”
BLITZ contro il caporalato a Modena: Smantellata rete di sfruttamento
FAI CISL valorizza la Rete Del Lavoro Agricolo di Qualità “servono più controlli sul territorio”
Una vasta operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Modena ha portato alla luce un sistema di caporalato attivo nelle campagne della provincia.
Al centro dell’indagine c’è un cittadino pakistano accusato di aver reclutato e sfruttato otto connazionali, approfittando della loro condizione di irregolarità e vulnerabilità.
Secondo quanto ricostruito, il presunto caporale non si limitava a gestire l’intermediazione illecita della manodopera, ma in alcuni casi avrebbe persino favorito l’ingresso dei lavoratori in Italia, per poi controllarne ogni aspetto della vita quotidiana.
Ai braccianti venivano dati vitto e alloggio in un edificio fatiscente, trasformato in un dormitorio sovraffollato e privo dei requisiti minimi di dignità.
Le condizioni economiche erano altrettanto critiche: le paghe oscillavano tra i 7 e gli 8 euro l’ora, con turni anche di sette giorni su sette e senza alcun diritto al riposo. Una situazione che, secondo il rapporto della Guardia di Finanza, configurerebbe un chiaro sfruttamento lavorativo.
I lavoratori venivano impiegati in diverse aziende agricole del territorio modenese, ignare — secondo gli inquirenti — del sistema illecito di reclutamento e sfruttamento.
L’operazione ha permesso di interrompere la rete di intermediazione e di avviare verifiche più ampie sul rispetto delle norme in materia di lavoro agricolo nella zona.
FAI CISL Emilia Centrale: “Operazione importante, il caporalato ferisce il lavoro agricolo”
La FAI CISL Emilia Centrale esprime un forte apprezzamentoper l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Modena.
“Il caporalato è una ferita profonda per il lavoro agricolo: colpisce le persone più fragili, altera la concorrenza tra le imprese e mette in discussione la credibilità di un intero settore che, nella grande maggioranza dei casi, rispetta regole e contratti”, commenta il Segretario Generale FAI CISL Emilia Centrale, Daniele Donnarumma.
Donnarumma sottolinea come, per il sindacato, legalità, dignità del lavoro e trasparenza della filiera agricola non siano mai principi negoziabili.
“Chi denuncia non va mai lasciato solo, essenziale la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”
Il Segretario FAI CISL Emilia Centrale,richiama poi il ruolo dellaRete del Lavoro Agricolo di Qualità, istituita presso l’INPS e attiva anche nel modenese: “uno strumento essenziale per valorizzare le imprese corrette, contrastare l’intermediazione illecita e sostenere un modello produttivo basato su diritti, sicurezza e buone relazioni industriali.”
“Serve continuare a presidiare il territorio — aggiunge — rafforzando il coordinamento tra istituzioni, parti sociali e forze dell’ordine, e garantendo percorsi di tutela e regolarizzazione per i lavoratori sfruttati. Chi denuncia non deve mai essere lasciato solo”.
Donnarumma conclude ricordando l’impegno costante della FAI CISL: “Continueremo a fare la nostra parte, attraverso l’azione sindacale nei luoghi di lavoro e tramite la promozione di una cultura della legalità e della responsabilità sociale d’impresa. Il settore agroalimentare modenese è un’eccellenza del Paese: difenderlo significa difendere lavoro buono, regolare e dignitoso”.
BLITZ contro il caporalato a Modena: Smantellata rete di sfruttamento
FAI CISL valorizza la Rete Del Lavoro Agricolo di Qualità “servono più controlli sul territorio”
Una vasta operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Modena ha portato alla luce un sistema di caporalato attivo nelle campagne della provincia.
Al centro dell’indagine c’è un cittadino pakistano accusato di aver reclutato e sfruttato otto connazionali, approfittando della loro condizione di irregolarità e vulnerabilità.
Secondo quanto ricostruito, il presunto caporale non si limitava a gestire l’intermediazione illecita della manodopera, ma in alcuni casi avrebbe persino favorito l’ingresso dei lavoratori in Italia, per poi controllarne ogni aspetto della vita quotidiana.
Ai braccianti venivano dati vitto e alloggio in un edificio fatiscente, trasformato in un dormitorio sovraffollato e privo dei requisiti minimi di dignità.
Le condizioni economiche erano altrettanto critiche: le paghe oscillavano tra i 7 e gli 8 euro l’ora, con turni anche di sette giorni su sette e senza alcun diritto al riposo. Una situazione che, secondo il rapporto della Guardia di Finanza, configurerebbe un chiaro sfruttamento lavorativo.
I lavoratori venivano impiegati in diverse aziende agricole del territorio modenese, ignare — secondo gli inquirenti — del sistema illecito di reclutamento e sfruttamento.
L’operazione ha permesso di interrompere la rete di intermediazione e di avviare verifiche più ampie sul rispetto delle norme in materia di lavoro agricolo nella zona.
FAI CISL Emilia Centrale: “Operazione importante, il caporalato ferisce il lavoro agricolo”
La FAI CISL Emilia Centrale esprime un forte apprezzamento per l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Modena.
“Il caporalato è una ferita profonda per il lavoro agricolo: colpisce le persone più fragili, altera la concorrenza tra le imprese e mette in discussione la credibilità di un intero settore che, nella grande maggioranza dei casi, rispetta regole e contratti”, commenta il Segretario Generale FAI CISL Emilia Centrale, Daniele Donnarumma.
Donnarumma sottolinea come, per il sindacato, legalità, dignità del lavoro e trasparenza della filiera agricola non siano mai principi negoziabili.
“Chi denuncia non va mai lasciato solo, essenziale la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”
Il Segretario FAI CISL Emilia Centrale, richiama poi il ruolo della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, istituita presso l’INPS e attiva anche nel modenese: “uno strumento essenziale per valorizzare le imprese corrette, contrastare l’intermediazione illecita e sostenere un modello produttivo basato su diritti, sicurezza e buone relazioni industriali.”
“Serve continuare a presidiare il territorio — aggiunge — rafforzando il coordinamento tra istituzioni, parti sociali e forze dell’ordine, e garantendo percorsi di tutela e regolarizzazione per i lavoratori sfruttati. Chi denuncia non deve mai essere lasciato solo”.
Donnarumma conclude ricordando l’impegno costante della FAI CISL: “Continueremo a fare la nostra parte, attraverso l’azione sindacale nei luoghi di lavoro e tramite la promozione di una cultura della legalità e della responsabilità sociale d’impresa. Il settore agroalimentare modenese è un’eccellenza del Paese: difenderlo significa difendere lavoro buono, regolare e dignitoso”.
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